la nostra
storia
Chi siamo
Il museo è gestito da un team di operatori locali, molto gentili e qualificati, che sono a completa disposizione dei visitatori per rendere il più completa ed esaustiva la loro esperienza in paese
Monia Rossi
COORDINATRICE
Laura Vicario
PROMOZIONE
Marta Castelli
AMMINISTRAZIONE
Claudia Battista
SEGRETERIA
L’Arx Prandi è l’Associazione Culturale che si occupa della gestione del Museo a Cielo Aperto della Memoria Contadina Molisana di Casalciprano.
Costituitasi nel 2006, deriva dal Circolo Culturale Arx Prandi che ha operato negli anni ’90. Un gruppo di appassionati di etnografia, tradizioni e folklore, coordinati da Francesco Miranda, che chiacchierando e confrontandosi, iniziarono a pensare di fare un’opera di recupero di usi, superstizioni, credenze, quotidianità e tradizioni di fine ‘800 e inizi ‘900 per salvare dall’oblio una civiltà che rappresentava le nostre radici più profonde. A seguito di ricerche, raccolta di testimonianze e di oggetti maggiormente rappresentativi, fu realizzata nel 1988 la prima di sei mostre etnografiche dal titolo “Superstizioni e Credenze Popolari”.
Successivamente si pensò di far diventare il tutto permanente, di creare un contenitore che potesse raccontare in maniera innovativa, coinvolgente ed originale la vita dei nostri avi. Un contenitore capace di custodire non solo quel tempo, ma l’essenza di quel mondo, profondamente intrecciato al nostro per imparare quanto contino le radici e quanto sia preziosa la memoria di chi la Storia l’ha vissuta davvero, in prima linea, giorno dopo giorno, senza clamore. Questo, dal 2004, è il Museo di Casalciprano.
Oggi l’associazione ha come scopo quello di favorire, promuovere e sostenere la conoscenza della civiltà contadina molisana attraverso iniziative dirette o in collaborazione con altri soggetti, finalizzate a:
- progettazione, realizzazione e allestimento di mostre e convegni;
- attività di promozione, di ricerca e di formazione in materia di beni culturali, antropologici ed etnografici;
- attività di promozione e valorizzazione delle tradizioni e del folklore, dell’artigianato e dell’enogastronomia locale;
- gestione, tutela, conservazione, fruizione e valorizzazione di beni culturali materiali ed immateriali;
- progettazione e realizzazione di percorsi didattici;
- creazione e coordinamento di guide turistico-culturali;
- attività editoriale connessa ai servizi sopracitati;
- sostenere lo sviluppo, la diffusione e la valorizzazione del “Museo a Cielo Aperto della Memoria Contadina Molisana” sito in Casalciprano, attraverso le attività sopra richiamate.
Missione
rivitalizzare il paese attraverso la riscoperta della civiltà contadina, per comprendere quanto siano importanti le radici e quanto possano essere di ispirazione per il futuro
Visione
realizzazione di un museo, inserito in un percorso all'interno del centro storico, che racconti in maniera innovativa, coinvolgente ed originale la vita dei nostri avi.
proposta di valore
incentivare e dare nuova linfa allo sviluppo territoriale ed economico del luogo, favorendo l'insediamento e la produttività di attività turistiche a servizio dei visitatori
Il museo
L’aggregato urbano del centro storico, rimasto invariato nei secoli, disegnato da vicoli e viuzze che si rincorrono tra una miriade di casupole, senza soluzione di continuità, è stato da sempre l’ambiente ideale della quotidianità contadina, testimonianza di una coraggiosa fatica trasmessa da padre in figlio, come ineluttabile fardello esistenziale. Nel suo interno, finestrelle aperte sul passato, acini snocciolati di ricordi, rappresentazioni della quotidianità, impreziositi da forti emozioni ed indescrivibili sensazioni segnano per il visitatore il percorso della Memoria Contadina
qualche dettaglio in più
Il Museo a cielo aperto della Memoria Contadina Molisana è un custode silenzioso delle vie, degli slarghi e delle casupole del centro antico di Casalciprano, che fa scoprire, coinvolgendo emotivamente, i suoi medaglioni di quotidianità del passato. Il visitatore, lungo il suggestivo percorso che si snoda tra i luoghi più caratteristici del nucleo storico, si trova a fare un viaggio indietro nel tempo a riscoprire memorie, credenze, usanze, tradizioni e la quotidianità dei nostri antenati, si ritrova immerso in un mondo atavico ormai così lontano da destare l’incanto di un sogno. Il Museo, collocato in pianta stabile lungo le vie del borgo nel 2004, è stato arricchito e completato dal 2010 con i grandi “Muri dipinti” e dal 2011 con la suggestiva “Soffitta dei Ricordi”. Il percorso museale è originale ed insolito nei concetti espositivi, ricco di contaminazioni del tempo in cui oggetti tradizionali trovano completamento con opere scultoree e pittoriche contemporanee, con una suddivisione per argomento espositivo e un insieme di frammenti tutti ispirati alla storia dei luoghi; è costituito da varie tappe in cui si alternano diversi momenti della quotidianità contadina grazie alla presenza di quadri – riproduzioni a colori di antiche foto della fine del 1800, bronzi, realizzazioni in marmo, in ceramica e in cartapesta. Mentre la Soffitta dei Ricordi, che si anima all’interno di un gruppo di abitazioni accuratamente recuperate e ristrutturate, è caratterizzata da un susseguirsi di scene di quotidianità incorniciate come fossero quadri, “ricostruendo tranche de vie a grandezza naturale, idilli tridimensionali con oggetti d’epoca e la particolarità dei volti dei personaggi di vivida naturalezza, inevitabile, dato che a prestare quei volti come modelli sono stati veri abitanti di Casalciprano, i quali, mettendoci la faccia hanno vergato il senso di appartenenza identitaria alla propria comunità, sancito il legame sociale con il museo, nonché consegnato il proprio patrimonio somatico all’eternità. Il percorso a cielo aperto regala anche l’emozione di alcune nicchie espositive e scene di vita incastonate in vecchie case di pietra.”
Un breve ma ricco e coinvolgente viaggio indietro nel tempo per omaggiare e non dimenticare le nostre radici, forza ed ispirazione per il futuro.
Aneddoti e Curiosità
Testimonianze inedite dalla voce degli abitanti storici del paese. La storia dl paese raccontata da chi l'ha vissuta
Coming Soon
Coming Soon
Coming Soon
Il borgo
L’alba del primo nucleo abitato è databile a cavallo dell’anno mille, periodo dell’inurbamento difensivo della valle del Biferno, ad opera dei Longobardi. Intorno all’ARX delle origini si andò, nel tempo, a definire il Casale: un piccolo aggregato di misere case abitato da una quindicina di famiglie. Sotto la giurisdizione civile di famiglie utiliste baronali ed ecclesiastica dei vescovi titolari, sui suoi abitanti gravavano esose imposizioni fiscali. Subì rovinosamente il terremoto del 1349 e quello del 1456. Diede molte vite umane in pasto alla famelica peste del 1656, mentre con la mortale carestia del 1782 ebbe numerosi morti per fame.
territorio
Casalciprano è un comune italiano di 439 abitanti della provincia di Campobasso in Molise, situato a 662 metri di altitudine.
Zona climatica: E
attrazioni
• il Museo a Cielo Aperto della Memoria Contadina: un suggestivo percorso nel centro storico, connubio tra memoria del passato e opere scultoree e pittoriche contemporanee;
• la rete dei sentieri naturalistici per trekking e mountain bike: percorsi immersi nel verde che sanno sorprendere in ogni stagione per la loro bellezza.
curiosità
non è semplice risalire all'origine del toponimo del paese; forse al nome originario "Casale" fu successivamente aggiunto "Ciprano", dal nome di un probabile feudatario o fondatore longobardo del paese.
qualche dettaglio in più
Il tessuto edilizio del centro storico di Casalciprano è segnato da un rincorrersi di piccole casupole, che trovano ordito nelle forme più semplici dell’architettura spontanea di origine medioevale.
Dopo il disastroso terremoto del 1805, contestualmente alla necessaria ricostruzione, effettuata nelle stesse forme e per le stesse ragioni economiche e sociali dei modelli architettonici dell’origine, si concepì l’idea di abitare in maniera più organica e razionale le aree esterne alla cintura muraria, dove già sparuti insediamenti sorgevano intorno alle chiese di contrada, quali: della Maddalena, di San Pietro, di Santa Maria.
In questo contesto, la borghesia rurale locale cominciò a pensare a forme abitative che, in spazi liberi e più lontani dalla contaminazione della miseria, potessero darle una rappresentanza visiva del potere. Così, a Casalciprano, per tutto l’arco del 1800, fuori dall’antico centro storico, furono edificate simpatiche abitazioni signorili e, a svettare tra esse, tre graziosi Palazzi: Palazzo Fonte (inizio ‘800), Palazzo Chinno (seconda metà dell’800) e Palazzo Montalbò (fine ‘800).
Oggi, tutti accuratamente ristrutturati, rappresentano una delle diverse forme del bello che Casalciprano ha elaborato per affascinare e stupire.
Il nostro team
Il museo è gestito da un team di operatori locali, molto gentili e qualificati, che sono a completa disposizione dei visitatori per rendere il più completa ed esaustiva la loro esperienza in paese